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	<title>solitone &#8211; Medicina quantistica</title>
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	<description>Coscienza Informazione Energia Materia</description>
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	<title>solitone &#8211; Medicina quantistica</title>
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		<title>i Solitoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 17:55:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisica quantistica]]></category>
		<category><![CDATA[solitone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel precedente articolo abbiano incontrato i solitoni. Da Wikipedia ricaviamo questa descrizione di solitone: Non è facile definire precisamente cosa &#8230; </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.medicinaquantistica.info/2017/12/31/i-solitoni/">i Solitoni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.medicinaquantistica.info">Medicina quantistica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel precedente articolo abbiano incontrato i solitoni.</p>
<p>Da Wikipedia ricaviamo questa descrizione di <strong>solitone</strong>:</p>
<p><em>Non è facile definire precisamente cosa sia un solitone, in quanto si applica in ambiti fisici più svariati. Giova descrivere un semplice esempio in cui dispersione e non linearità interagiscono &#8220;cancellandosi&#8221; reciprocamente: un impulso di luce non monocromatica che attraversa un vetro. Il vetro genera dispersione delle componenti dello spettro dell&#8217;impulso incidente, cosicché ogni componente viaggia su percorsi diversi nel vetro, tali che la forma dell&#8217;onda del fascio incidente ne esce deformata. Ma se il vetro ha degli effetti non-lineari nel range di intensità del fascio luminoso (<a title="Effetto Kerr" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Kerr" target="_blank" rel="noopener">effetto Kerr</a>), al variare dell&#8217;intensità si ha una certa variazione del coefficiente di rifrazione. Ora, se l&#8217;onda incidente ha una certa (&#8220;giusta&#8221;) intensità e forma d&#8217;onda, si può ottenere un effetto complessivo in cui l&#8217;effetto Kerr cancella esattamente la dispersione, cosicché la forma dell&#8217;impulso resta invariata nel tempo, cioè un solitone. Da un punto di vista più formale, Drazin e Johnson (<a title="1989" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1989" target="_blank" rel="noopener">1989</a>) descrivono i solitoni come soluzioni di <a title="Equazione differenziale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_differenziale" target="_blank" rel="noopener">equazioni differenziali</a> non lineari che:</em></p>
<ol>
<li><em>descrivono onde di forma permanente;</em></li>
<li><em>sono localizzate, cosicché <a title="Radioattività" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Radioattivit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">decadono</a> o <a title="Approssimazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Approssimazione" target="_blank" rel="noopener">approssimano</a> una <a title="Costante" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costante" target="_blank" rel="noopener">costante</a> all&#8217;<a title="Infinito (matematica)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Infinito_(matematica)" target="_blank" rel="noopener">infinito</a>;</em></li>
<li><em>possono interagire fortemente con altri solitoni, ma emergono dalle collisioni invariati a meno di uno spostamento di <a title="Fase (segnali)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fase_(segnali)" target="_blank" rel="noopener">fase</a>.</em></li>
</ol>
<p><em>Alcune delle equazioni che descrivono i solitoni sono le <a title="Equazione di Korteweg-de Vries" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Korteweg-de_Vries" target="_blank" rel="noopener">equazioni di Korteweg-de Vries</a> (KdV), l&#8217;<a class="new" title="Equazione non lineare di Schrödinger (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Equazione_non_lineare_di_Schr%C3%B6dinger&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">equazione non lineare di Schrödinger</a> (NLSE) e l&#8217;equazione del seno-Gordon (<a class="new" title="Sine–Gordon equation (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sine%E2%80%93Gordon_equation&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">sine–Gordon equation</a>). Un&#8217;equazione di Schrödinger permette un risultato particolare per cui un&#8217;onda può propagarsi in un mezzo mantenendo inalterata una funzione di ampiezza d&#8217;onda e frequenza. Le due caratteristiche d&#8217;onda sono dipendenti (in particolare inversamente correlate), l&#8217;onda muta aspetto subendo un&#8217;<a title="Attenuazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Attenuazione" target="_blank" rel="noopener">attenuazione</a>/<a title="Amplificatore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amplificatore" target="_blank" rel="noopener">amplificazione</a> a seconda del mezzo di propagazione, ma può sempre riprendere l&#8217;aspetto del segnale di partenza se viene a propagarsi in un mezzo analogo. L&#8217;onda può quindi percorrere un numero teoricamente infinito di chilometri senza dissipazioni. Questa conservazione dell&#8217;onda significa sia assenza di perdite di <a title="Energia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Energia" target="_blank" rel="noopener">energia</a> che assenza di perdite di <a title="Informazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Informazione" target="_blank" rel="noopener">informazione</a> ed ha evidenti implicazioni tecniche sia per le trasmissioni energetiche (nessuna perdita di rendimento nella <a title="Distribuzione di energia elettrica" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Distribuzione_di_energia_elettrica" target="_blank" rel="noopener">rete elettrica</a> per <a title="Effetto Joule" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Joule" target="_blank" rel="noopener">effetto Joule</a>) che informatiche/telecomunicazionistiche.</em></p>
<p><em>Poiché lunghezza e frequenza sono dipendenti, la fisica dei solitoni si colloca nell&#8217;ambito della fisica non lineare e dell&#8217;<a title="Ottica" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ottica" target="_blank" rel="noopener">ottica</a> non lineare. Due onde solitoniche che si incontrano non si sommano in un&#8217;unica onda, ma danno luogo a una variazione di fase, non del modulo. Quindi, non si compongono come forze e vettori, e a proposito si parla di onde scalari o onde longitudinali.</em></p>
<h5><em><span id="I_solitoni_nel_mondo_naturale" class="mw-headline">I solitoni nel mondo naturale</span></em></h5>
<p><em>Ad esempio un fascio luminoso che, sotto particolari condizioni (temperatura del mezzo, campo elettrico applicato sul mezzo) si propaga attraverso un <a title="Effetto fotorifrattivo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_fotorifrattivo" target="_blank" rel="noopener">cristallo fotorifrattivo</a> crea una ridistribuzione della carica che permette la modulazione dell&#8217;indice di rifrazione mediante <a title="Effetto elettro-ottico" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_elettro-ottico" target="_blank" rel="noopener">effetto elettro-ottico</a>. Si ottiene in questo modo, all&#8217;interno del cristallo, un profilo d&#8217;indice di rifrazione con step-index positivo tipico di una <a title="Guida d&#039;onda" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guida_d%27onda" target="_blank" rel="noopener">guida d&#8217;onda</a> come una <a title="Fibra ottica" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fibra_ottica" target="_blank" rel="noopener">fibra ottica</a>. La luce si propaga quindi con un modo guidato con dimensioni trasverse simili a quelle presentate nel punto di incidenza sul mezzo.</em></p>
<p><em>È un fenomeno tipico di alcuni <a title="Fiume" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fiume" target="_blank" rel="noopener">fiumi</a> come il <a title="Severn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Severn" target="_blank" rel="noopener">Severn</a>: un fronte d&#8217;onda seguito da un treno di solitoni. Altre manifestazioni nelle <a class="new" title="Onde interne (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Onde_interne&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">onde interne</a> sottomarine che si propagano nei termoclivi oceanici.</em></p>
<p><em>Esistono anche dei solitoni atmosferici, come il fenomeno del <a title="Morning Glory (nuvole)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Morning_Glory_(nuvole)" target="_blank" rel="noopener">Morning Glory Cloud</a> in <a title="Australia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Australia" target="_blank" rel="noopener">Australia</a>, dove solitoni di pressione viaggianti in un piano di inversione di temperatura producono vaste <a class="new" title="Nubi cilindriche (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nubi_cilindriche&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">nubi cilindriche</a>.</em></p>
<p>In un altro articolo troviamo una ulteriore descrizione dei solfitino:<br />
<a href="http://www.link2universe.net/2011-10-11/due-fenomeni-apparentemente-scollegati-gettano-nuova-luce-sul-comportamento-dei-solitoni/" target="_blank" rel="noopener">Due Fenomeni Apparentemente Scollegati Gettano Nuova Luce Sul Comportamento dei Solitoni</a></p>
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